Lunedì 03/07/2017

Articolo n.22

Mi piace pensare alle persone, me stessa inclusa, come ad una parte all’interno di un sistema naturale molto ampio, fatto di esseri umani, di piante, animali, minerali e di tutti quegli elementi di cui facciamo parte; ed il cui equilibrio contribuiamo inevitabilmente e più o meno volontariamente a determinare.
Mi piace anche pensare all’universo come ad un grande corpo in cui ogni essere ha la sua importanza e il suo valore rispetto al benessere di questo grande organismo.

Da qui nasce una considerazione: nonostante facciamo parte di un sistema naturale, dettato da equilibri molto delicati, a volte ce ne dimentichiamo e ci comportiamo come degli oggetti. Abbiamo a che fare con oggetti e ci nutriamo di oggetti. Così facendo perdiamo di vista il contatto con la madre che ci ha generato, di cui facciamo parte e da cui abbiamo bisogno di nutrimento, sto parlando della natura. Su questo possiamo fare finta di nulla per tanto tempo, ma il nostro corpo ha bisogno di questo contatto, perché noi siamo natura, da essa siamo generati e generiamo.

Questa riflessione non ha molto a che fare con il gusto personale. Mi riferisco ad esempio quando diciamo o sentiamo dire “ a me non piace stare nella natura, preferisco fare shopping”. No, non ha a che vedere con questo, dunque evviva la shopping! Sto parlando di un’esigenza che il nostro corpo ha, come bere, mangiare, respirare. Il nostro corpo ha bisogno di contatto con la natura per poter stare bene.
E’ difficile pensare ciò come un’esigenza veramente imprescindibile, in un momento storico in cui siamo sopraffatti dagli oggetti, dalla tecnologia, a tal punto a volte da fonderci con essi.
La natura scorre, è in costante mutamento, basti pensare allo scorrere di un fiume, la sua acqua non è mai la stessa nel momento in cui la osserviamo. Così anche noi, se ci lasciamo andare ad essa, siamo in continua evoluzione, senza neanche rendercene conto. Se ci diamo la possibilità di ascoltarla, la natura esterna ha la grande capacità di influire sulla nostra natura interna, sul suo scorrere e divenire.
E’ nel momento in cui ci chiudiamo rispetto ad essa, che ci blocchiamo e la nostra natura interna si ferma; e qualcosa non scorre in maniera naturale e forse avvertiamo malesseri di vario tipo.

CONSIGLIO DELLA SETTIMANA
Il mio consiglio è di provare nella quotidianità a contattare la natura, che non significa fare chissà che cosa. Possiamo ad esempio, contemplare le onde del mare, oppure gli uccelli su un albero, sentire l’aria che ci sfiora la pelle, curare una piccola piantina o accarezzare un animale.
Insomma, proviamo anche per pochi minuti al giorno ad entrare in contatto con il mondo che ci appartiene ed a cui apparteniamo, la nostra natura ci sarà davvero grata.
Buon contatto!

Stefania Filetto