Lunedì 19/06/2017

Articolo n. 20

 

 

Come ci sentiamo quando non otteniamo subito ciò che desideriamo? Oppure quando ci troviamo dinanzi ad una risposta negativa da parte di una persona oppure rispetto ad una situazione?
Potrebbero essere diverse le risposte, qualcuno può reagire con la rabbia ed esprimerla attraverso le parole oppure i gesti, qualcuno può reagire con l’impotenza e magari ritirarsi in uno stato passivo di rassegnazione, qualcun altro può provare rabbia ma non rendersene conto nell’immediato e serbare dei sentimenti di rancore. Insomma le reazioni possono essere molteplici, ma ciò di cui sto parlando è della reazione alla frustrazione, che intendiamo come il mancato soddisfacimento di un bisogno o di un desiderio.

Nel corso della vita può capitare anche spesso di sentirsi frustrati rispetto a qualcosa che non va come vorremmo oppure a qualcuno che non è come ce lo siamo figurato. Spesso non riusciamo a tollerare tale sentimento perché ci fa sentire come suddetto, arrabbiati, impotenti oppure rancorosi e questo può determinare delle conseguenze, purtroppo negative, sul nostro modo di rapportarci alle situazioni e alle persone, perché magari ci arrabbiamo molto oppure ci ritiriamo in noi stessi senza dare modo agli altri di comprendere il nostro stato d’animo. Tutto ciò poi forse ci tornerà contro perché oltre ad essere frustrati avremo anche trattato male o ignorato qualcuno senza spiegazione e quindi via libera ai sensi di colpa!

La tolleranza alla frustrazione è una capacità che va costruita nel tempo. E’ probabile che da piccoli ci siano stati imposti dei divieti o delle regole, giustamente, ma senza che questi fossero accompagnati da una spiegazione comprensibile per noi. Oppure può darsi che delle regole non ci siano state date e siamo cresciuti nell’idea che tutto è possibile sempre e comunque.
Insomma, le origini della poca tolleranza alla frustrazione possono essere tante e diverse e ci possono essere utili per comprenderci meglio. Ma è molto importante tenere in considerazione che “nulla è perduto”, ossia che se è andata così non significa che sarà sempre così, anzi possiamo trarre esperienza da ciò per costruire nuove risorse e possibilità.
Potremmo partire ad esempio dalla possibilità di ascoltare cosa ci accade in quei momenti in cui non ci sentiamo appagati, cosa c’è in quella rabbia o in quell’inerzia, che qualità hanno. Trarre beneficio anche da questi sentimenti, perché anche se forse non ci piacciono, possono insegnarci delle cose importanti, che hanno a che fare proprio con la nostra capacità di tollerare la frustrazione.

 

CONSIGLIO DELLA SETTIMANA
Questa settimana ti voglio consigliare di prendere un momento per te, trova come sempre una posizione confortevole in cui cominciare a respirare lentamente e profondamente.
Ti chiedo ora di chiudere gli occhi, scegli una tra queste tre parole: rabbia, rancore, rassegnazione.
Ora, sempre ad occhi chiusi, prova a respirare con la stessa calma di prima e ripetere dentro di te la parola che hai scelto. Fallo per qualche minuto se puoi e lascia emergere le tue sensazioni ed emozioni. Se non emerge nulla va bene lo stesso, avrai comunque preso contatto con te stesso.
Infine apri gli occhi e come sempre, se vuoi, annota ciò che è emerso o non emerso.
Buona settimana!

 

 

Stefania Filetto